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Perché i rettili fanno la muta?

  • Immagine del redattore: Reptiles-Planet
    Reptiles-Planet
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Basta assistere a una sola muta per ricordarsela. Una mattina il vostro serpente sembra aver perso tutta la sua brillantezza. I suoi colori appaiono spenti, gli occhi assumono una tonalità azzurrastra e, per alcuni giorni, si mostra più riservato del solito. Poi, quasi come per magia, scoprite un sottile involucro di pelle abbandonato nel terrario. Poco dopo, il vostro rettile ritrova i suoi colori vivaci e brillanti.


Questa scena incuriosisce spesso i nuovi proprietari. Molti pensano che il rettile "cambi semplicemente pelle". In realtà, il processo è molto più affascinante.


A differenza della nostra pelle, che si rinnova continuamente in modo quasi impercettibile, quella dei rettili si rinnova per cicli. Nel corso di diversi giorni, un nuovo strato di pelle si forma gradualmente sotto quello vecchio. Solo quando questo processo è completato, i due strati si separano, permettendo alla pelle vecchia di staccarsi. La muta non consiste quindi nel semplice distacco della pelle, ma rappresenta il risultato finale di un vero e proprio processo di rinnovamento.


È anche per questo motivo che gli occhi di alcuni rettili cambiano temporaneamente aspetto. Nei serpenti, ad esempio, diventano spesso opachi, assumendo una tonalità azzurrastra. Questo fenomeno, per quanto sorprendente, non interessa direttamente l'occhio, ma la sottile squama trasparente che lo protegge. Per alcuni giorni questa opacizzazione fa parte del normale processo di preparazione alla muta, prima di scomparire naturalmente.

Anche il modo in cui la pelle viene eliminata varia da una specie all'altra. I serpenti lasciano generalmente dietro di sé una muta, detta anche esuvia, quasi perfettamente integra e rivoltata come un calzino. In molti sauri, invece, la pelle si stacca a piccoli pezzi. Sebbene questa differenza sorprenda spesso, è del tutto normale e riflette semplicemente strategie biologiche differenti.


Ancora più sorprendente è il fatto che alcuni sauri, in particolare molti gechi, non lascino alcuna traccia della loro muta. Una volta che la vecchia pelle si è staccata, la ingeriscono completamente. Questo comportamento, noto come dermatofagia, incuriosisce gli scienziati da molto tempo. La spiegazione meglio documentata è di natura nutrizionale: l'esuvia è ricca di proteine e rappresenta una risorsa preziosa che l'animale può recuperare anziché disperdere. Un'altra ipotesi, anch'essa avanzata dai ricercatori, suggerisce che, eliminando la pelle mutata, il sauro riduca le tracce della propria presenza che potrebbero attirare un predatore. Sebbene questa seconda spiegazione sia plausibile, è ancora oggi più difficile da dimostrare con certezza.


Anche la frequenza delle mute cambia nel corso della vita. Un giovane rettile, in piena fase di crescita, rinnova la propria pelle molto più spesso di un adulto. Con il rallentare della crescita, gli intervalli tra una muta e l'altra diventano naturalmente più lunghi. Anche la specie, le condizioni di allevamento e lo stato generale dell'animale influenzano questo ritmo.


Osservare una muta significa molto più che assistere a un semplice cambiamento d'aspetto. È il segno che un organismo si rinnova, cresce e prosegue un ciclo iniziato milioni di anni fa. Dietro quella pelle abbandonata si nasconde un meccanismo biologico di straordinaria precisione, modellato dall'evoluzione per permettere ai rettili di adattarsi al loro ambiente nel corso di tutta la loro vita.


Una muta riuscita non dipende solo dall'umidità


Quando una muta non avviene correttamente, il primo istinto è spesso quello di attribuire la causa a un'umidità insufficiente. Sebbene questa possa effettivamente essere una delle possibili cause, è ben lontana dall'essere l'unica.


Per liberarsi della vecchia pelle, un rettile deve potersi appoggiare all'ambiente che lo circonda. Un ramo ruvido, una pietra, un pezzo di corteccia o persino una semplice radice gli offrono un punto d'appoggio per iniziare a staccare la pelle. In assenza di queste superfici, la muta può risultare più difficile, anche se il livello di umidità è corretto.


Anche la temperatura svolge un ruolo importante. Come tutti i rettili, questi animali dipendono dal calore esterno affinché il loro organismo possa funzionare correttamente. Se le temperature non sono adatte alla specie, numerosi processi fisiologici possono essere alterati, compresa la preparazione alla muta.


Infine, anche lo stato generale dell'animale è un fattore determinante. Un'alimentazione equilibrata, una buona idratazione e un ambiente adeguato favoriscono il normale rinnovamento della pelle.


In altre parole, una muta ben riuscita è spesso il riflesso di un rettile allevato nelle giuste condizioni, più che il risultato di un singolo parametro perfettamente regolato.


Bisogna intervenire quando un rettile fa la muta?


È una domanda che molti si pongono.

Vedere un pezzo di pelle ancora attaccato alla coda o a una zampa può far venire voglia di rimuoverlo immediatamente. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi, è meglio lasciare che il rettile completi la muta da solo.


Tirare una pelle che non si è ancora completamente staccata può provocare piccole lesioni o addirittura danneggiare la nuova pelle, ancora molto delicata, che si trova al di sotto.


Se invece alcuni frammenti di pelle persistono per diversi giorni, soprattutto intorno alle dita, all'estremità della coda o nella zona degli occhi, è preferibile individuarne la causa piuttosto che limitarsi a rimuovere la pelle residua. Controllate i parametri del terrario e correggete rapidamente eventuali anomalie.


Una fase spettacolare… ma del tutto normale


La prima volta che si assiste a una muta, lo spettacolo può sembrare sorprendente. Per il rettile, però, non è altro che una fase del tutto normale della sua vita. Da milioni di anni questo meccanismo accompagna la crescita e il rinnovamento della pelle di tutte le specie di rettili.


La prossima volta che troverete un'esuvia nel vostro terrario, probabilmente non vedrete più soltanto una vecchia pelle abbandonata. Vedrete la testimonianza di un fenomeno biologico affascinante, discreto ma essenziale, che dimostra quanto i rettili siano animali straordinariamente adattati al loro modo di vivere.








Nesting Cave, il rifugio ideale per favorire la muta o come luogo di deposizione delle uova.

 
 
 

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